<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0">
	<channel>
		<title>Lettera aperta a Greenpeace Italia di obiezione alla campagna "Attenti a quei libri!"</title>
		<description>Discussione Lettera aperta a Greenpeace Italia di obiezione alla campagna "Attenti a quei libri!"</description>
		<link>http://www.poesiapresente.it/component/content/article/10-blog/78-obiezione-a-attenti-a-quei-libri-greenpeace.html</link>
		<lastBuildDate>Tue, 07 Feb 2012 03:04:10 -0000</lastBuildDate>
		<generator>JComments</generator>
		<item>
			<title>Mario scrivi:</title>
			<link>http://www.poesiapresente.it/component/content/article/10-blog/78-obiezione-a-attenti-a-quei-libri-greenpeace.html#comment-18</link>
			<description><![CDATA[cara Giorgia, il confine tra sensibilizzazione ad un consumo consapevole e boicottaggio non è così facile da distinguere (e poi se uno mi invita, per una giusta causa, a non comprare i prodotti di qualcun altro, che cos'è allora, se non boicottaggio?) su una cosa però sono d'accordo con te: la campagna di Greenpeace ha già avuto buoni esiti, Feltrinelli per esempio, in meno di una settimana, si è già pronunciata in modo, pare, inequivocabile sulla revisione dei propri fornitori di carta - ma conoscendo la bassa stima che la grande editoria ha per i propri prodotti, mercantilizzati con logiche da pastificio o da calzaturiere (con tutto il rispetto per i pastai e i calzaturifici!), anziché da curatore e stampatore di libri, è chiaro che i termini forti impiegati da Greenpeace non potevano che toccare sul vivo gli unici argomenti che stanno a cuore a chi ha in testa solo fatturato e profitti. ma questo ancora una volta temo confermi il nocciolo della mia tesi: tutta la vicenda si presenta come l'ennesima occasione per snaturare il libro in quanto mediatore di cultura in modo diverso da come lo può essere un piatto o un abito, a loro volta prodotti culturali dotati di specificità da trattare con adeguata attenzione - questo è un risvolto quantomai pernicioso, perché rispetto della cultura e della natura sono indissolubili. E una mentalità massimalista che tratta un libro alla stregua di un cibo o di un indumento, non potrà che trattare i polmoni verdi del nostro pianeta come variabili scomode fra le benne di un bulldozer.]]></description>
			<author>Mario</author>
			<pubDate>Mon, 31 May 2010 23:06:25 -0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Giorgia scrivi:</title>
			<link>http://www.poesiapresente.it/component/content/article/10-blog/78-obiezione-a-attenti-a-quei-libri-greenpeace.html#comment-17</link>
			<description><![CDATA[Non sono d'accordo. La campagna di Greenpeace non è una campagna di boicottaggio. Se compro un libro voglio sapere se sto comprando anche un pezzo di distruzione di foresta. Dopo il lancio della campagna tantissimi editori hanno cominciato a darsi..diciamo "una regolata". "Risvolto pernicioso"? Mi sembra un'esagerazione bella e buona. Coi tempi che corrono e i tassi di deforestazione attuali invece bisogna proprio stare attenti a ciò che scegliamo per mangiare, vestirci e, sì, anche leggere.]]></description>
			<author>Giorgia</author>
			<pubDate>Mon, 31 May 2010 15:48:18 -0000</pubDate>
		</item>
		<item>
			<title>Mattia scrivi:</title>
			<link>http://www.poesiapresente.it/component/content/article/10-blog/78-obiezione-a-attenti-a-quei-libri-greenpeace.html#comment-13</link>
			<description><![CDATA[Bravo Mario! Concordo pienamente, punto su punto.]]></description>
			<author>Mattia</author>
			<pubDate>Fri, 14 May 2010 06:16:36 -0000</pubDate>
		</item>
	</channel>
</rss>

