lunedì 19 aprile: Leggere, con cura – Teatro Filodrammatici di Milano

Jolanda Insana (ROMA) “La bestia clandestina” e altre poesie scelte
Mariella Mehr (SVIZZERA)
“Accusata” e “Poesie scelte” (traduzioni di Anna Ruchat)
Tiziana Cera Rosco (MI)
“Così poco destino nei propri sguardi” [con video e autoscatti]
MILANO, Teatro Filodrammatici
(via Filodrammatici 1 – MM Duomo Linee 1 e 3)

La serata  “Leggere, con cura” costituisce il crocevia poetico dell’omonimo progetto di poetry therapy sviluppato nell’Ospedale Maggiore Policlinico di Milano, negli ospedali Civico e Italiano di Lugano e nell’ospedale “A. Manzoni” di Lecco.
Laddove il tessuto sociale è strappato la poesia può compiere qualcosa di più che rattoppare l’incuria e l’inerzia, può rammendare con decoro; può tirare fili e avvicinare culture distanti, intrecciare l’umanità con la dignità, l’arte con la cura, affinché “la cura del debole sia della nostra forza la misura”

E con la partecipazione del Prof. Dr. Med. Roberto Malacrida, Direttore sanitario e Primario di Cure intense dell’Ospedale Regionale di Lugano – Civico e Italiano che parlerà del progetto di poetry therapy “Leggere, con cura” che si è svolto presso gli Ospedali di Lugano. 
“Leggere, con cura”, cartoline per un’azione di poetry therapy, con testi dei poeti milanesi Franco Loi, Milo De Angelis, Vivian Lamarque, Cesare Viviani, Claudio Recalcati, Patrizia Gioia, Tiziana Cera Rosco, il lecchese Ivan Sirtori, e i poeti ticinesi Giovanni Orelli, Fabio Pusterla, Donata Berra, Aurelio Bulatti, Pietro De Marchi, Gilberto Isella, Alberto Nessi.

In collaborazione con Teatro Filodrammatici – Ethica?, La Danza Immobile, SpazioStudio, abrigliasciolta

In Cooperazione con Fondazione Arbor
Con il sostegno dell’Istituto Svizzero di Roma, sede di Milano
Col Patrocino della Città di Lugano

Jolanda Insana: “La bestia clandestina” e altre poesie scelte
In una serata tagliata a misura di poetica, dopo molti, troppi anni di assenza da Milano, non poteva mancare Jolanda Insana (Messina, 1937), l’autrice che con la sua poesia sembra incarnare quanto ha più volte espresso e ripreso anche ultimamente in Satura di cartuscelle (Perrone, 2008): “la poesia può essere o è medicina carnale”.
Prima di leggere La bestia clandestina e altri testi – a lungo si contemplarono/ per chiedersi come si può fare/ che un uovo sia più grande/ della testa di un uomo/ e nulla videro/ e sghignazzando si eclissarono/ a volto scoperto/ … da Tutte le poesie (1977-2006), (Garzanti 2007) la poetessa messinese dialogherà con Sebastiano Aglieco su quanto e come la poesia possa costituire il modo più terapeutico di “Leggere, con cura”.
Scoperta da Giovanni Raboni nel 1977, anno in cui pubblicò nella collana da lui diretta “Quaderno collettivo della Fenice, n.26” (Guanda, Milano) la raccolta poetica Sciarra amara, nel 2002 ha vinto il Premio Viareggio Poesia con La stortura. Tra le sue numerose pubblicazioni: Medicina carnale (Mondadori, 1994), Frammenti di un oratorio per il centenario del terremoto di messina (Viennepierre, 2009), vincitore del Premio Pascoli 2009.

Mariella Mehr: “Accusata” e “Poesie scelte”
Stiamo separati di fronte al mondo/ Ognuno incatenato alla sua ora/ Le nostre mani toccano un ieri/ Quante volte e senza conseguenze?
(Stralcio dall’opera inedita: San Colombano e attesa – trad. Anna Ruchat)
La scrittura di Mariella Mehr si staglia “Nel solco della Sachs, e certamente di Paul Celan, la Mehr rintraccia sulla carta geografica del testo le sue cicatrici e dentro le parole allunga radici aeree: quello che lei vuole descrivere nelle poesie è un luogo, è il suo esilio appunto, lo scarto tra il linguaggio e un altrove che non la accoglie” (A. Ruchat, “Scrivere oltre il dolore”, in Notizie dall’esilio, Effigie 2006, curata e tradotta in italiano da A. Ruchat con traduzione in lingua rom di Rajko Djuri).
L’autrice leggerà in lingua originale testi tratti dal romanzo Accusata (Effigie Edizioni, 2008), dal libro inedito San Colombano und Wartezeit e da Notizie dall’Esilio e sarà tradotta in simultanea dalla Ruchat.
La Mehr, figlia del popolo errante, è nata a Zurigo nel 1947 da una famiglia zingara di ceppo Jenische. È autrice di romanzi, poesie e opere teatrali. In Italia sono usciti i romanzi Steinzeit (Età della pietra, Aiep, 1995), Brandzauber (Il marchio, Tufani 2001) e Labambina (Effigie Edizioni, 2006).

Tiziana Cera Rosco: “Così poco destino nei vostri sguardi”
Il titolo è una frase di Nietzsche ed è il programma della nuova raccolta di poesie, inedita, che per la prima volta Tiziana Cera Rosco (Milano, 1973) presenterà unitamente a autoriprese video e autoscatti fotografici. Sta lavorando al suo primo romanzo e alla sua prima raccolta di videopoesia: Non salvarti. è docente del corso di Terapia Della Lettura.

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